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di Natalia Aspesi
Maryam Touzani, dirige la storia tra i due uomini vista dagli occhi della moglie del protagonista. In sala da giovedì 21
Una studiosa canadese, Ingrid Mida, specializzata in storia dell’arte e del costume, docente alla Ryerson University di Toronto e curatrice in ambito teatrale e museale indaga sulla tela del Moroni “Il sarto” esposto in questi mesi alla Carrara e alla fine della sua indagine afferma: “il vestito del personaggio in posa sia coerente con quello di un sarto di alto livello”.
La querelle interpretativa sorta all’indomani dell’ostensione in Accademia Carrara del dipinto “Il sarto” del Moroni può sembrare una disputa sul sesso degli angeli. Il quadro è, indiscutibilmente, un capolavoro e il soggetto è, con tutta evidenza, un professionista in campo tessile. Questo è ciò che conta. Sul piano filologico e storico, però, la questione dell’identità sociale del soggetto ritratto – sarto o mercante di stoffe? – ha pure un suo peso, e un suo fascino. Anche perché, nel caso del “Sarto”, stiamo parlando quasi di un’icona pop.
Una ricognizione on line su siti anglofoni dà la misura di quanto il dipinto, sotto la dicitura “Il tagliapanni” o “The Tailor” (il sarto), sia universalmente noto e apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionale. Dai siti d’arte e cultura, ai blog di viaggiatori e cybernauti, agli e-shop di costume e…
Tanti hanno voluto dargli l’addio. A casa, dove i familiari avevano allestito la camera ardente. E poi alla chiesa di Viserbella, dove – venerdì – si è svolto il funerale. Una folla commossa per Giuseppe Manfroni, per tutti Pino il sarto, morto mercoledì a 89 anni. Ha avuto un infarto mentre era a casa. "Si stava preparando per venire in negozio a darmi una mano", racconta la figlia Adele Manfroni, titolare dal 1994 dello storico negozio della famiglia sul lungomare di Viserbella. Qui Pino aveva la sua bottega da sarto a cui, negli anni, aveva aggiunto l’attività di vendita di abbigliamento, portata poi avanti dalla figlia. "Mio padre mi è sempre stato a fianco in negozio e non ha mai smesso di fare il sarto... E anche negli ultimi tempi, nonostante l’età, se c’era un lavoretto da fare non si tirava mai indietro". Un personaggio molto conosciuto e amato da tutti, "un pezzo di storia di Viserbella", dicono gli amici. Lascia la moglie Nunzia e i figli Adele e Lorenzo (che fa l’avvocato). In tanti in questi giorni hanno voluto ricordare Pino e rendergli omaggio. "È stato un uomo e un padre incredibile".